In sintesi / Key Takeaways:
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Il 2025 ha segnato tappe importanti per il settore spazio a livello italiano ed europeo. Con l’introduzione della legge spazio italiana del 13 giugno 2025 (“Legge Spazio”) e la proposta di un European Space Act del 25 giugno 2025, la Space Economy sta entrando in una fase di governance e compliance più strutturata.
Il concetto di sostenibilità d’impresa oggi contempera più dimensioni:
L’impresa moderna è intesa come una realtà che deve considerare congiuntamente queste dimensioni, orientandosi ai criteri ESG (Environmental, Social e Governance) e SDG (Sustainable Development Goals). In tale contesto, la corporate governance gioca un ruolo cruciale, rappresentando lo strumento per:
Le imprese della Space Economy non sono esenti da queste dinamiche. Nel settore spaziale, la sostenibilità non riguarda solo la tematica dei detriti (space debris), ma tocca tutte le dimensioni ESG, estendendosi ai concetti di sicurezza e resilienza. La corporate governance diventa quindi un elemento di valutazione:
Per start-up e PMI, la governance costituisce altresì un biglietto da visita essenziale per attrarre venture capital e investitori istituzionali che, in sede di due diligence, valutano attentamente la gestione dei rischi e l’assetto societario. Non si tratta dunque di mera "compliance burocratica", ma di una vera "strategia competitiva".
N.B.: Governance e un focus su di essa non significa burocrazia pesante/appesantire l’impresa. La governance deve essere proporzionata alle dimensioni, alle attività e ai rischi. PMI e start-up non devono adottare necessariamente modelli da grande impresa: la governance deve rimanere “leggera” ma “robusta” e “scalabile”, con meccanismi e procedure essenziali che non rallentino l’operatività ma che garantiscano la tracciabilità per supportare la crescita, l’ingresso di capitali e rassicurare partner industriali.
La sostenibilità. Fermi i principi chiavi dei trattati internazionali relativi allo spazio extra-atmosferico – in primis l’Outer Space Treaty del 1967 ("OST") – relativi alla libertà di esplorazione, uso, non appropriazione, due regard, il tema della sostenibilità è stato affrontato negli ultimi due decenni principalmente a livello di non binding legal instruments (i.e. strumenti giuridici non vincolanti), tra cui:
La corporate governance. Sebbene non trattata specificamente nei trattati internazionali, la corporate governance è oggi considerata un fattore abilitante:
Le normative nazionali più recenti (circa 50 Stati, tra cui 13 Stati UE) richiedono l’adozione di modelli di governo societario che prevedano:
La Legge Spazio italiana ha introdotto un regime di autorizzazione e vigilanza continua che, per divenire pienamente operativo, necessita dell’emanazione dei decreti attuativi. Per l’esercizio di attività spaziali, l’operatore dovrà possedere:
Sebbene i dettagli tecnici siano rimandati alla decretazione attuativa, dalle previsioni della Legge Spazio emerge già come la corporate governance e la compliance costituiscano requisiti essenziali per essere considerati operatori "affidabili". Si delinea un’applicazione diversificata:
La Legge Spazio prevede inoltre criteri di valutazione specifici per PMI e start-up (es. solidità finanziaria, valutata considerando la presenza di investitori istituzionali o la partecipazione a incubatori o acceleratori), confermando la necessità di una governance "scalabile".
Il quadro si completa con la proposta di European Space Act, con cui l’UE mira a creare un mercato unico spaziale europeo. Si noti che la Commissione ha scelto di basare la propria competenza legislativa sull’art. 114 TFUE (mercato unico) – e non sull’art. 189 TFUE (politica spaziale) – proprio per poter superare la frammentazione delle diverse leggi nazionali, che ostacola l’industria, e creare una base comune di standard su sicurezza, resilienza e sostenibilità.
Il dibattito è in divenire: alla prima bozza della Commissione (giugno 2025) è seguito un testo di compromesso della Presidenza del Consiglio Europeo (dicembre 2025). L’iter evidenzia un trend che introduce meccanismi di "governance distribuita" tra autorità nazionali e autorità UE:
L’European Space Act, come la Legge Spazio italiana, trasforma safety, resilience e sustainability in requisiti di accesso al mercato (license to operate). Questo impatta direttamente la corporate governance: tali requisiti non sono mera burocrazia tecnica, ma devono essere integrati nei processi decisionali apicali, imponendo l’adozione di una governance capace di mappare e gestire i rischi operativi e ambientali.
Va segnalata anche la necessità di coordinamento con la normativa UE generale sulla sostenibilità (tra cui, in particolare, la direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità e la direttiva sulla Corporate sustainability due diligence), che le imprese spaziali che superino determinate dimensioni e soglie di fatturato dovranno integrare con i requisiti specifici di settore.
La mappa della normativa di settore per quanto riguarda compliance, standard e governance prevede dunque più livelli e non sempre (allo stato) allineati e comunicanti.
L’evoluzione normativa in atto impone un ripensamento dell’approccio della governance e della compliance, richiedendo una strategia e interventi su diversi fronti:
In ultima analisi, occorre trasformare ciò che oggi viene percepito come "burocrazia" e costo in strumenti di governance solida che si trasformino in reputazione e valore.
Tabella riassuntiva checklist: azione richiesta e vantaggio competitivo
| Area | Azione richiesta | Vantaggio competitivo |
|---|---|---|
| Governance | Mappatura e integrazione dei rischi specifici dell'attività spaziale (sicurezza, resilienza, sostenibilità) negli assetti organizzativi e nei flussi informativi agli amministratori. | Ottenimento autorizzazioni, appalti e commesse, protezione da responsabilità sia per la società sia per gli amministratori, prevenzione rischio di business loss e di danno reputazionale. |
| Contratti | Verificare e allineare il set contrattuale (verso fornitori, partner e clienti) ai nuovi standard di sicurezza, resilienza e sostenibilità. Verifica/revisione/introduzione clausole per monitoraggio/gestione compliance, rischi e costi. | Qualifica come fornitori/partner/operatori affidabili. |
| Accesso ai capitali e a coperture assicurative | Assicurare la compliance e strutturare una governance proporzionata alle dimensioni, alle attività e ai rischi. Per PMI e start-up una governance "leggera" ma "robusta" e "scalabile" per avere il controllo senza appesantire la struttura. | Accesso facilitato al mercato di capitali, venture capital, investitori istituzionali e a coperture assicurative. |
| Compliance documentale | Redigere e conservare documentazione che metta al sicuro in caso di verifiche ispettive e/o contenzioso. | Riduzione rischi di revoca dell'autorizzazione, sanzionatori e/o risarcitori. |
Nota: il presente documento ha esclusivamente scopo informativo. Non deve essere interpretato come consulenza legale né costituire base di affidamento, né è idoneo a instaurare un rapporto professionale avvocato-cliente.
